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ARCHIVIO VESCOVILE FERENTINO Extraordinarium Patentalium Registrum (1644-1709),
ff 113r-114r Ferentino, 4 aprile 1687
Editto del vescovo Giovanni Carlo Antonelli di apertura del Seminario Vescovile di Ferentino e di ammissione degli aspiranti
Giovanni Carlo Antonelli per la Dio grazia e della Santa Sede Apostolica
Vescovo di Ferentino
Acciò che nella città e Diocesi nostra con frutto maggiore ad esaltatione e gloria della Chiesa di Dio si eseguisca quello che la Sacra Congregatione in conformità della dispositione del Sacrosanto Concilio Tridentino ha ordinato per l'erettione del Seminario, habbiamo col maturo consiglio delli nostri Deputati a questa pia e santa erettione deliberato di ammettere nel nostro Seminario giovini secondo le qualità determinate da esso Concilio di età non minori di dodici anni, poveri, in numero di otto; e se altri giovini vorranno essere ammessi nel Seminario per convittori doveranno pagare scudi due il mese per ciascheduno anticipatamente, purché tutti si mostrino veramente accesi di voler servire a Dio et alla Santa Chiesa; li quali giovini saranno instruiti da maestri di Gramatica, di Sacre Lettere, di Humanità e Rettorica et altre buone discipline.
Laonde si notifica a tutti quelli della città e diocesi nostra che desiderano fare instruire in questo Seminario alcuno de' loro figlioli o altri, debbano fra il termine de' diece giorni doppo la publicatione del presente editto presentarli avanti di Noi e nostri Deputati per prendere le dovute informationi, onde darà ciascheduno, che si presentarà, in scritto il nome, cognome e del padre e madre, sua habitatione et età e finalmente piena e vera informatione dell'habilità e stato suo; de' quali giovini, havutane diligente e vera informatione, si farà scelta delli più atti sino al numero di otto. E per dar principio a questo pio, santo e necessario Instituto, non havendo noi sin hora potuto unire beneficii semplici o altra entrata sufficiente, come desideravamo, né in altro modo dotarlo, habbiamo al presente con accurato consiglio delli detti Deputati tassato tutte l'entrate de' beni ecclesiastici et arco applicate et unite perpetuamente quelle delli due conventi soppressi di San Domenico e della Madonna delli Angioli di questa città et altri secondo in detta tassa. Et per esecutione di questa nostra determinatione per l'autorità a Noi concessa dal Sacrosanto Concilio di Trento esortiamo, commettimo e commandamo a tutti quelli che sono stati tassati che debbano haver pagato la metà del tassato per tutto il mese di maggio prossimo venturo e l'altra metà per tutto il mese di novembre prossimo venturo in mano delle persone da noi acciò destinate e così successivamente negli anni venturi, certificando ciascheduno che con ogni nostra diligenza e potere si procurerà di unire beneficii semplici al detto seminario e con altri modi possibili dotarlo e, secondo che si andarà unendo e dotando, parimenti si andarà sgravando a ciascheduno la somma tassata; altrimenti, passato detto termine senza altra dichiaratione o intimatione, si farà l'esecutione contro di chi non haverà pagato e suoi Administratori, Proposti Offitiali, Priori, Affittuarii, Debitori e frutti loro. Et acciocché il presente editto habbia a venire a notitia di tutti, vogliamo et ordiniamo sia affisso alla porta della nostra Chiesa Cathedrale et alla piazza di questa città et alle porte delle Chiese maggiori de' luoghi della nostra Diocesi et astringhi tale affissione come se per ciascheduno fusse stato personalmente intimato.
Dato in Ferentino dal nostro palazzo vescovale li 4 di aprile 1687
+ Giovanni Carlo Vescovo di Ferentino
Marsilius Agneus Canonicus et Cancellarius Episcopalis
Aristotelis Roscius publicus mandatarius Curiae Episcopalis rogatus heri affixisse
corpus supradicti Edicti ad valvas ianueae maioris Ecclesiae Cathedralis et Plateae
Publicae Ferentini in hac die 5 aprilis 1687
Nlarsilius Agneus Cancellarius episcopalis
(Traduzione: Aristotele Rossi pubblico mandatario della Curia Vescovile, richiesto, ieri affisse il presente editto alle ante della porta maggiore della Chiesa Cattedrale e nella piazza pubblica di Ferentino nel giorno 5 aprile 1687 Marsilio Agnei Cancelliere Vescovile).
2. Il Sinodo di Mons. FabrizioBorgia (Aprile 1732)
Il seminario dei chierici
Il Seminario fu ritenuto dai Padri del Concilio Tridentino molto utile per abituare i chierici alla disciplina ecclesiastica e abbiamo appreso che fu istituito dal nostro predecessore e concittadino Mons. Giovanni Carlo Antonelli, di pia memoria; pertanto questa opera, la più importante e necessaria per la Città e la Diocesi, perché si conservi integra e da essa si raccolgano frutti ubertosi, abbiamo stabilito quanto segue.
I ragazzi da accogliere siano non più piccoli di dodici anni né più grandi di diciotto, che sappiano leggere e scrivere e che non ignorino le prime nozioni della Grammatica, mostrando per sé indole e carattere di essere pronti per i Ministeri Ecclesiastici, siano nati da matrimonio legittimo, siano esaminati che non abbiamo alcun difetto nel corpo o altra irregolarità.
Si preferiscano i poveri ai ricchi, però non escludiamo i ricchi per i Convittori, se pagata la retta come da Regolamento, hanno dato affidamento di voler servire la Chiesa curando lo studio delle cose di Dio.
Gli alunni indossino la veste talare di colore violaceo, e abbiano la cotta, il berretto clericale e almeno la berretta.
A casa usino invece la veste talare di stoffa nera, non togliendo mai il colletto.
Dipendano dalla volontà del Rettore e degli insegnanti, e a loro siano obbedienti: si adoperino assiduamente nello studio delle lettere e nello studio del canto gregoriano; ma poiché queste cose debbono così essere ordinate, in maniera che principale e particolare sia la cura dell'anima, pertanto quotidianamente partecipino devotamente al Sacrificio della Messa, e al mattino e alla sera recitino le preghiere stabilite nelle regole.
Lo stesso ad ogni festa di precetto, assistano agli Uffici Divini e alla Sacre Funzioni nella Chiesa Cattedrale, salmodino, cantino e prontamente assolvano ogni altro servizio ecclesiastico, come sarà ordinato ai singoli dal Maestro delle Cerimonie.
Ogni mese, e cioè la terza domenica, purificheranno la coscienza con il Sacramento della Penitenza e riceveranno la Sacrosanta Eucaristia nella Messa solenne, come anche negli altri giorni più solenni.
Si osservino le altre regole del Seminario, e precisamente quelle che riguardano la devozione, la pietà verso Dio, il senso civico, l'onestà, la cura dell'animo gentile ed anche lo studio delle lettere.
Si astengano dai giochi d'azzardo, dei dadi e da altri del tutto simili; in verità compiano giochi leciti e permessi solamente durante il tempo della ricreazione, e ad arbitrio del Rettore, in cui non intercorra denaro o altro prezzo.
Coloro che trasgrediscono le regole la prima e la seconda volta, siano corretti e qualora a motivo della colpa anche puniti: però la terza volta, se qualcuno sarà ostinato, allora da Noi sarà dimesso, mettendo da parte ogni speranza di ulteriore promozione per gli Ordini.
Il Rettore e il Maestro esibiscano con la pietà (bontà) la severità ai pii ragazzi prima con gli onesti costumi, poi con l'insegnare esempi di virtù.
Il Maestro non usi se non libri ecclesiastici convenienti per il Ginnasio, i quali sono stati prescritti nelle regole, diversamente sia allontanato dall'ufficio.
Il Prefetto si preoccupi dell'ordine e della pulizia, segua gli alunni e i convittori sia in Chiesa, sia anche quando escono per ricreare l'animo, né mai li abbandoni.
Riguardo a tutte le cose che possono servire all'Amministratore del Seminario, si possono trovare nelle disposizioni contenute nelle stesse regole.
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[1] Traduzione del Sinodo di Mons. Francesco Borgia, 1732, pagg. 74-75-76, a cura di Mons. Giovanni Di Stefano.
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